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JUN 10 2025
Author: Mattia Corti Original

iMac 27″ mid 2010 con Windows 11

Noi di Codinglab siamo molto attenti all’ecologia, e quando possiamo dare una nuova vita a un computer invece di buttarlo, lo facciamo!

Occasioni, Video, iMac, Occasione, Windows 11

JUN 04 2025
Author: Mattia Corti Original

gnu/linux e… fedora

Scopriamo insieme GNU/Linux, un sistema operativo fatto dalla comunità per la comunità.

Sistemi operativi, Video, Fedora, GNU/Linux

JUN 03 2025
Author: Mattia Corti Original

lettori multimediali wiim: un’ottima soluzione per la musica liquida

Se con il vinile e con i CD la ricerca di un suono di qualità era al centro delle preoccupazioni di molti ascoltatori, con l’arrivo della musica liquida e dei vari servizi di streaming, complice spesso l’ignoranza tecnica, questo aspetto è stato messo da parte. Eppure, oggi è possibile ottenere tracce ad alta risoluzione, come anche è possibile abbonarsi a siti di streaming pure ad alta risoluzione, ma spesso la scarsa conoscenza della tecnologia da parte di molti utenti fa sì che certe offerte vengano sfruttate da pochi. Troppo sovente, infatti, si vedono impianti hi-fi di ottima qualità collegati a un tablet su cui gira Spotify, o un telefonino che suona attraverso altoparlanti bluetooth: e queste sono tutto fuorché soluzioni di qualità. Proviamo a rimediare…

Esistono infatti soluzioni molto interessanti per quanto riguarda l’ascolto della musica liquida: sono i player multimediali di rete. Non esistono da molti anni, sono poco pubblicizzati e molti di quelli presenti sul mercato peccano per l’interfaccia di controllo, che solo nei migliori dei casi è un’applicazione installabile sul telefonino e poche sono quelle che funzionano davvero bene.
Quindi abbiamo scandagliato il mercato e abbiamo trovato i lettori Wiim: sono lettori di rete ricchi di funzioni e servizi e, senza svenarsi, offrono una qualità del suono davvero buona.

La serie si compone di quattro modelli: il Wiim Mini, il Pro, il Pro Plus e l’Ultra. Tutti offrono la stessa gamma di servizi e sono controllati dalla stessa applicazione, disponibile sia per Android, sia per iOS. La differenza maggiore tra un modello è l’altro è la qualità dell’audio, già buona nel Wiim Mini, ma migliore man mano che si sale di prezzo, essenzialmente dovuta alla qualità del DAC (convertitore digitale-analogico), che nel modello Ultra è un ottimo ESS ES9038 Q2M a 32bit e 384 KHz.
Tutti i modelli sono controllabili attraverso un’app installabile su smartphone e offrono una notevole quantità di funzioni e servizi. Oltre infatti a AirPlay, Chromecast, al bluetooth e alla possibilità di potersi connettere a un NAS contenente tracce audio, questi lettori offrono tutti i principali servizi di streaming attualmente disponibili: Spotify connect, TIDAL, Quobuz, TuneIn, Deezer, iHeartRadio, Amazon Music, Amazon Alexa, Pandora, SoundCloud, Napster, Calm Radio, vTuner, SoundMachine e Radio Paradise.
Tutti i modelli dispongono di un’uscita ottica e una analogica (mini jack sul modello Mini e chinch sugli altri), così da poter essere collegati facilmente all’amplificatore del vostro sistema hi-fi o a degli altoparlanti amplificati.
L’applicazione è intuitiva e non richiede un account, se non per i vari servizi di cui disponete, e offre diverse possibilità di regolazione del suono, compreso un equalizzatore, e soprattutto la possibilità di utilizzare i dispositivi in modalità multiroom, quindi di riprodurre la stessa traccia su più dispositivi contemporaneamente.

Come suonano? Noi li abbiamo provati tutti con dei monitor da studio Adam A7V e siamo rimasti piuttosto stupiti dall’ottima qualità di tutti e quattro i modelli, a partire dal Mini, che per un costo di circa 100 franchi offre già un buon audio, con risoluzione di 24 bit a 192 KHz. Il modello Pro ha lo stesso DAC del Mini (TI PCM 5121) ma ha un’uscita con doppio cinch e suona davvero bene. Ma la differenza si sente a partire dal modello Pro Plus, dove il DAC è migliore (AKM 4493SEQ) e la risoluzione può salire fino a 32 bit e 768 KHz. Il Pro Plus e l’Ultra offrono davvero un suono ottimo, molto fedele e soprattutto per nulla enfatizzato, come purtroppo succede spesso in molti lettori multimediali.
L’esperienza di ascolto, soprattutto con il modello Ultra collegato alle ottime Adam A7V, offre un suono molto dettagliato, bilanciato e estremamente fedele, tanto che potrebbe soddisfare pienamente persino le orecchie di un audiofilo. È ovvio che spendendo migliaia di franchi e non centinaia si trovano modelli di qualità ancora superiore, come ad esempio i lettori di Cambridge Audio, ma in quest’ordine di prezzo crediamo che sia davvero difficile trovare lettori con qualità sonore equivalenti, soprattutto per quanto riguarda i modelli Pro Plus e Ultra.

Ecco la gamma completa, con le caratteristiche e il prezzo indicativo.

MINI
Entrate: jack 3.5 mm
Uscite: SPDIF, jack 3.5 mm
DAC: 192 KHz, 24 bit
Connessioni: Wifi, Bluetooth
Prezzo indicativo: 100.-

PRO
Entrate: chinch, SPDIF
Uscite: chinch, SPDIF, jack 3.5 mm
DAC: 384 KHz, 32 bit
Connessioni: Wifi, Bluetooth, Ethernet
Prezzo indicativo: 160.-

PRO PLUS
Entrate: chinch, SPDIF
Uscite: chinch, SPDIF, jack 3.5 mm
DAC: 768 KHz, 32 bit
Connessioni: Wifi, Bluetooth, Ethernet
Prezzo indicativo: 210.-

ULTRA
Entrate: chinch, chinch phono, SPDIF, HDMI, jack 3.5 mm, USB
Uscite: chinch, sub, SPDIF, jack 3.5 mm
DAC: 384 KHz, 32 bit
Connessioni: Wifi, Bluetooth, Ethernet
Prezzo indicativo: 440.-

Maggiori informazioni:
https://www.wiimhome.com/

Musica, Lettori multimediali, Musica liquida, Wiim

JUN 03 2025
Author: Mattia Corti Original

GIOVANI E TECNOLOGIA #1: FEDERICO

Che rapporto hanno i giovani con la tecnologia? È la domanda alla quale proveremo a rispondere incontrando di tanto in tanto dei giovani e chiedendo loro di raccontarci l’uso che fanno dei loro dispositivi e della tecnologia in generale

Giovani, Video, Giovani e tecnologia

MAY 30 2025
Author: Mattia Corti Original

GNU/Linux, perché no?

Tutti noi conosciamo i due grandi sistemi operativi per computer presenti sul mercato, cioè Windows e OSX. Qualcuno conosce anche ChromeOS, il sistema di Google presente nei ChromeBook, ma davvero in pochi conoscono GNU/Linux. Eppure parliamo del sistema su cui gira praticamente la totalità di Internet. Certo, questo sistema operativo è nato da programmatori e, in fondo, era rivolto, soprattutto inizialmente, a programmatori e addetti ai lavori: fino a pochi anni fa quasi tutte le operazioni si svolgevano a console, e molte distribuzioni non avevano nemmeno l’interfaccia grafica.

Col tempo, però, questo sistema si è rivolto vieppiù agli utenti “normali”, sviluppando un’interfaccia utente sempre più completa, intuitiva e funzionale, insieme a tanti automatismi che permettono al sistema di “autogestirsi” senza dover richiedere costantemente l’intervento dell’utente sia per la manutenzione che per gli aggiornamenti. Il risultato è un sistema operativo che, malgrado alcune grandi limitazioni legate all’assenza di certi software ormai divenuti uno standard (come il pacchetto Microsoft Office), è un grado di soddisfare perfettamente le esigenze di una grande quantità di utenti, oseremmo dire a loro insaputa.

Prima di addentrarci nei dettagli di questo sistema operativo è doveroso ripercorrerne un po’ la storia, iniziando quando, agli inizi degli anni ‘80, un uomo di nome Richard Stallman, un programmatore al MIT, notò come il mondo del software stesse diventando sempre più proprietario e restrittivo: le aziende iniziavano a chiudere il codice sorgente dei loro programmi, impedendo agli utenti di capire come funzionavano, modificarli o condividerli. Questo andava contro la cultura di condivisione e collaborazione che era stata fondamentale nei primi giorni dell’informatica.

Così, nel 1983, Stallman lanciò il Progetto GNU (acronimo ricorsivo per “GNU’s Not Unix”). L’obiettivo era creare un sistema operativo completamente libero, un’alternativa aperta ai sistemi proprietari. Ma più che un semplice progetto tecnico, GNU incarnava una filosofia: il software libero. Questa filosofia si basava su quattro libertà fondamentali per gli utenti: la libertà di eseguire il programma come si desidera, per qualsiasi scopo; la libertà di studiare come funziona il programma e modificarlo per adattarlo alle proprie necessità (grazie all’accesso al codice sorgente); la libertà di ridistribuire copie per aiutare il prossimo; la libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, affinché tutta la comunità ne tragga beneficio.

Ma ancora mancava un tassello fondamentale: il kernel del sistema operativo, cioè, detta in maniera facile, il componente fondamentale che gestisce le risorse del sistema e permette l’interazione tra l’hardware e il software. Ed è qui che entra in scena Linus Torvalds, uno studente finlandese appassionato di informatica. Nel 1991, deciso a creare il suo proprio kernel per motivi di studio e curiosità, Linus condivise il suo progetto con la comunità online, chiamandolo Linux.

La magia accadde quando il kernel Linux si unì agli strumenti e alle librerie del progetto GNU. Questa combinazione diede vita a GNU/Linux, un sistema operativo completo e funzionale. E non parliamo solo di un software, ma dell’incarnazione di un movimento che promuoveva la condivisione delle conoscenze e l’innovazione collettiva.

Così, negli anni, il software libero è cresciuto parecchio, soprattutto per quanto riguarda le applicazioni: a oggi esistono migliaia si programmi liberi e a sorgente aperta, pensati soprattutto per funzionare con GNU/Linux.

Come è strutturato e come funziona

Gnu/Linux è prima di tutto un sistema operativo che può essere installato praticamente ovunque, quindi su PC, ma anche su Macintosh, su Raspberry e altri dispositivi single board e, di recente, persino su alcuni smartphone.
La seconda cosa da sapere è che si tratta, nella grande maggioranza delle distribuzioni, di un sistema completamente gratuito.

Per quanto riguarda la struttura del sistema, è molto simile sia a Windows sia a OSX: come i suoi “fratelli” ha una cartella per ogni utente con all’interno le posizioni standard, quindi Desktop, Documenti, Musica, Video, Immagini e Download. Come gli altri due sistemi ha un menù per le applicazioni, un centro notifiche, una barra per le applicazioni più usate, un menu per tutte le impostazioni e persino uno store, dove si trovano centinaia di applicazioni installabili (e disinstallabili) con un semplice click.

Per quanto rigarda proprio queste ultime, come dicevamo, ci sono alcune importanti limitazioni, perché per evitare che un software libero e gratuito prendesse piede, diversi produttori di software non hanno sviluppato versioni per GNU/Linux. In particolare parliamo della suite Microsoft Office, ma anche di Adobe Creative Cloud (ormai uno standard nel campo della grafica) e di diversi programmi specifici come Autocad e Archicad o, per quanto riguarda la musica, Cubase e Pro Tools, ad esempio.

Esistono però diverse soluzioni alternative che però non sempre sono all’altezza degli “originali”. E questo è essenzialmente il motivo per cui GNU/Linux non è presente in molti uffici.

Decisamente migliori sono invece le alternative a Microsoft Office: oltre al più conosciuto OpenOffice, troviamo LibreOffice, forse il migliore, e anche OnlyOffice, quello con l’interfaccia più simile alla suite Microsoft.

Poi naturalmente ci sono i browser che, tranne per Safari, tutti quanti hanno una versione per GNU/Linux: quindi ci sono Chrome, Firefox, Edge, Opera, Brave… E non mancano nemmeno applicazioni come Gdrive, Dropbox e affini, ma anche Whatsapp e Spotify. Pure i client di posta sono numerosi e di ottima qualità, a partire da Thunderbird, su su fino a Evolution.

E ora veniamo ai due punti di forza di questo sistema operativo. Il primo riguarda il grande numero di distribuzioni create dalle diverse comunità: a differenza di Windows e di OSX, che ne hanno una sola, GNU/Linux ne ha decine e decine, ognuna realizzata in base alle preferenze della comunità. Il risultato è la possibilità di scegliere, da parte dell’utente, la distribuzione più adatta alle proprie esigenze.

Oltre a Ubuntu, quella più conosciuta, ce ne sono di molto interessanti e a nostro avviso spesso migliori, come ad esempio Mint, Fedora, Pop OS o Elementary OS.

Oltre a questo, l’altro punto di forza di GNU/Linux è la privacy: ovvio che se usate ad esempio Chrome e accedete con il vostro utente, la privacy la perdete istantaneamente, ma a differenza di Windows e OSX, GNU/Linux (magari con Firefox) rispetta la vostra privacy.

E per finire, sempre a differenza degli altri sistemi, GNU/Linux non è per nulla soggetto all’obsolescenza programmata e può essere installato anche su computer molto vecchi, per cui esistono distribuzioni apposite e poco esose di prestazioni.

Quindi, se non avete particolari vincoli con specifiche applicazioni, è proprio il caso di dire: GNU/Linux, perché no?

Sistemi operativi, GNU, GNU/Linux, Linux

MAY 30 2025
Author: Mattia Corti Original

LibreOffice: la suite compatibile con Microsoft

Per gli utenti di GNU/Linux non c’è Microsoft Office. Esistono però diverse alternative valide e compatibili, e una di queste, forse la migliore, è LibreOffice.

Si tratta di una suite gratuita (ma che vive grazie alle donazioni) capace di lavorare perfettamente con documenti docx, xlsx e pptx e dotata praticamente di tutte le funzioni offerte dal pacchetto Microsoft.

La suite, disponibile tra l’altro sia per Windows sia per OSX, è composta da Writer (l’equivalente di Word), Calc (l’equivalente di Excel), Impress (l’equivalente di PowerPoint) e da Draw (l’equivalente di Publisher). Inoltre offre Math, una applicazione dedicata interamente alle formule matematiche e Base, un database che però non è direttamente compatibile con Microsoft Access. Interessante è anche Charts, uno strumento potente per creare e incosporare grafici di ogni tipo e forma, anche in 3D.

Naturalmente LibreOffice è disponibile in tutte le lingue, compresi gli strumenti per il controllo ortografico, la sillabazione e via dicendo. Ed è pure ricco di modelli utilizzabili dagli utenti per creare documenti, fogli di calcolo, presentazioni e grafiche.

Si tratta dunque di un’ottima alternativa non solo destinata agli utenti di GNU/Linux ma anche a gli utenti di Windows e OSX che non vogliono spendere soldi per comprarsi la suite di Microsoft.

Informazioni e download:
www.libreoffice.com

App, Libreoffice

MAY 30 2025
Author: Mattia Corti Original

PDFgear, la soluzione gratuita per i tuoi PDF

Tutti quanti, prima o poi, abbiamo avuto a che fare con un documento in formato PDF. Il PDF, acronimo di Portable Document Format, è un tipo di file creato da Adobe che consente di visualizzare documenti in modo indipendente dal software, hardware e sistema operativo utilizzato per crearli. Dunque, se volete che il vostro manuale d’istruzione, il vostro libro, il vostro studio o la vostra presentazione sia leggibile da chiunque e anche che mantenga la formattazione originale, allora dovete convertire il vostro documento proprio nel formato PDF: operazione molto semplice sia su Mac, sia su PC. Il primo, infatti, presenta l’opzione in fase di salvataggio, mentre il secondo dispone di una stampante (Microsoft Print to PDF) che esegue la stessa operazione di conversione.

Per quanto riguarda la lettura di tali documenti il problema pure non si pone: esistono decine di visualizzatori, Adobe Acrobat Reader in primis, gratuiti e di buona qualità; ma quando il PDF lo si vuole anche modificare, lì inizia un’odissea di applicazioni pseudo gratuite che però diventano a pagamento non appena si desidera sbloccare questa o quella funzione. La più conosciuta è l’evoluzione di Adobe Acrobat Reader, che perde il “Reader” e per 15.15 franchi al mese permette tutte le operazioni possibili e immaginabili sui documenti PDF. E per chi le ha davvero bisogno tutte, allora questa è la soluzione.

Esistono però applicazioni “intermedie”, che offrono buona parte delle funzioni di Adobe Acrobat, ma gratuitamente. Noi ne abbiamo provate alcune, e alla fine abbiamo selezionato quella che a nostro avviso è la migliore: PDFgear.

Il primo punto a suo favore è quello di essere multipiattaforma: PDFgear è infatti disponibile sia per Windows, sia per Mac (anche se Anteprima di MacOS permette già le più comuni operazioni di modifica), ma anche per Android e per iOS.

La seconda grande qualità di questo software è determinata dalla notevole varietà di funzioni disponibili: sono oltre trenta le operazioni possibili, e vanno dalla modifica del testo alle annotazioni e alle evidenziazioni, dalla divisione all’unione e alla riorganizzazione delle pagine, come anche l’aggiunta e l’eliminazione delle stesse, compreso il riconoscimento ottico dei caratteri (se il documento è un’immagine), la compressione per renderlo più piccolo (e quindi per poter essere ad esempio allegato ad una e-mail senza superare i limiti di grandezza imposti dal provider), il ritaglio di determinate aree e, non da ultima, la possibilità di convertire verso e da diversi formati.

Ma ancora non è tutto: PDFgear offre pure, sempre gratuitamente, la possibilità di interagire con il documento anche tramite IA, quindi potendo ottenere facilmente riassunti, fare domande specifiche sui contenuti o addirittura rispondere alle domande generate proprio sui contenuti.

Si tratta dunque di uno strumento completo, gratuito e multipiattaforma di cui facilmente non riuscirete più a fare a meno.

Informazioni e download:
www.pdfgear.com

App, PDF, PDFgear